sabato 11 ottobre 2008
Media Center: ultimi ritocchi
Ho anche scaricato il modulo dmraid che si occupa di dialogare con la scheda SATA e quindi adesso ho in elenco ben tre unità aggiuntive: i due dischi separati in /dev/sda e /dev/sdb, e un'altra che corrisponde alle due unità in RAID1.
Il sistema è interessante, perché così ho la possibilità di gestire le due unità anche separatamente, anche se in questo modo non credo che farei un favore al lavoro della scheda :)
Adesso si tratta di caricare tutti i video e gli audio che mi interessano per poterli utilizzare.
Sono però nati altri due problemi.
Il primo è che la scheda TV non funziona di nuovo. Non viene proprio vista, neanche da kaffeine. Temo che sia qualcosa che la presenza dei dischi sulla scheda SATA dia fastidio. Però temo che non ci siano soluzioni. Forse un aggiornamento del BIOS della mother board potrebbe risolvere, ma non saprei.
Proverò nei prossimi giorni, sempre che riesca, visto che l'aggiornamento richiede un floppy che nel MC non c'è.
Il secondo problema è la visione dei DVD.
Devo capire per quale motivo vedo tutto benissimo fino a quando sono nei menù.
Quando lancio il video mi si divide in due orizzontalmente (metà sopra e metà sotto) e mi fa vedere schiacciata la stessa scena. Temo sia un problema di configurazione del comando di visualizzazione. Al limite proverò usando vlc invece di mplayer che è lo standard.
Altra cosa che non capisco è come mai, nonostante abbia messo l'autoavvio ovunque, il DVD non parte da solo, ma devo entrare via telecomando e avviare la visualizzazione.
Be', poi devo ancora configurare il telecomando, ma questo dovrebbe essere meno difficile... spero, almeno! :D
giovedì 9 ottobre 2008
Media Center: a proposito di schede
Mi ha detto che in effetti gli ultimi due slot PCI delle MB, non supportano qualunque scheda, perché hanno gli IRQ in comune, quindi sono da usare solo per alcuni tipi di schede, mentre altri (come il famigerato Tv Tuner) non vanno proprio.
Occhio quindi quando trafficate :)
Media Center: battuta d'arresto
C'è sempre qualcosa che mette i bastoni tra le ruote... questa volta è il mistero più assoluto, mannaggia a lui!
Allora, facciamo un passo indietro: questa mattina ero in giro per commissioni e ne ho approfittato per prendere le ultime due (in verità tre) cose che mi mancavano per finire sto stramaledetto MC. Ho preso un ottimo alimentatore, e due dischi da 750 Gb. Sì, lo so che sono enormi e per di più due, ma aspettate.
Tornato a casa ho scollegato tutti i cavi, tolto il vecchio alimentatore, inseriti i dischi e il nuovo alimentatore, e collegato tutto quello che c'era da collegare.
Poiché la TV non visualizza le prime schermate, per un problema di definizione, mi sono collegato al monitor di Marty e lì ho configurato i due dischi in mirroring (raid 1), in modo da avere un disco da 750Gb sicuro al massimo.
Faccio che restare nella precaria posizione per collegarmi a Mythbubtu e per formattare on ext3 il disco... purtroppo però Linux "bypassa" i controlli della scheda e mi vede DUE dischi... poco male, intendiamoci, ma mi sarebbe piaciuta la sicurezza (e la velocità di lettura) di un sistema RAID 1.
Comunque, formatto e spengo il PC normalmente.
Vado al TV, attacco il tutto, e... non vedo niente!
Il MC traffica per un po' e intanto a video vedo il messaggio "out of range"... oppoffrabacco, mi dico, magari trafficando ho sbagliato la risoluzione del video.
Torno al PC di Marty e controllo. Si accende normalmente e mi dice che la definizione è giusta.
Ritorno al TV e niente.
Torno al PC e va bene.
Dopo avere perso per la ..ntesima volta il posto in paradiso, ho messo il MC nella scatola e ho deciso di prendere fiato per qualche giorno.
La cosa curiosa è davanti al MC: c'è un piccolo schermino che riporta le letture di temperatura di CPU e HD (ha due piccoli sensori da inserire in zona): quando lo collego al PC è normale, quando lo collego alla TV è acceso ma senza nessuna lettera... sono certo che c'entra qualcosa, ma non riesco a capire cosa...
Per adesso aspetto e mi chiarisco le idee...
venerdì 26 settembre 2008
Media Center: finalmente!
Ultimamente ho avuto, come sapete, diversi problemi con la scheda Asustek P7131 Hybrid, il TV Tuner del mio MC. Non c'era verso di vedere nulla, e verso la fine ero riuscito solo a ottenere uno schermo che mi diceva della presenza di un "lock" sul canale...
Poi ho fatto la pazzia e ho provato a installare Windows MCE per vedere cosa combinava e lì ho scoperto che la scheda non veniva vista in modo corretto!
Curioso, mi sono detto, e ho deciso di fare delle prove spostando le schede: la Mother Board ha tre connettori PCI nei quali avevo inserito le schede nel seguente ordine, a partire dalla scheda video nella sua bella porta AGP:
1) Scheda wireless
2) Scheda TV
3) Scheda PCI2SATA
In questo modo la terza scheda non veniva proprio vista!
Allora ho provato a modificare in questo ordine
1) Scheda TV
2) Scheda Wireless
3) Scheda PCI2SATA
A questo punto finalmente Windows ha visto tutte e tre le schede!
Quindi era proprio un problema di posizionamento, evidentemente la scheda TV deve essere la prima, altrimenti ha dei problemi (quali non saprei).
Allora ho reinstallato Mythbuntu, e finalmente ho avuto la gioia di vedere qualche canale video! Che meraviglia! E come si vedono bene!!
Devo ancora risolvere un problema strano: l'unica tabella semi-funzionante dei canali è quella della Gran Bretagna, dove, evidentemente, ci sono canali diversi da quelli italiani. Questa tabella mi genera un certo numero di canali alcuni dei quali hanno lo stesso numero progressivo.
Ad esempio mi ritrovo con ben quattro canali in posizione 1.
Il problema è che quando chiedo di farmi vedere il canale in posizione 1, il decoder mi fa vedere il primo di questi quattro, che NON è Rai Uno (il canale che mi interessa).
Se vado a cancellare il primo canale dei quattro, invece, mi da proprio errore e mi fa vedere quell'errore di "lock" che vi dicevo prima... accidenti!
Penso che a questo punto il problema sia relativamente facile da risolvere: devo andare nella tabella giusta del MySql a modificare manualmente l'elenco dei canali, in modo da averli anche nell'ordine che piace a me... :)
Se tutto va bene spero di mettere su lo scatolo entro la prossima settimana. A quel punto una fotografia sarà d'obbligo! :D
mercoledì 24 settembre 2008
Scrivere musica II
Innanzi tutto la gestione delle pause era ben evidente nel manuale, solo che non sapevo si chiamassero "rest" in inglese, per cui...
Per quanto riguarda invece la copia delle note, anche quella è fattibile, anche se non ben spiegata nell'help.
Per chi dovesse cimentarsi nella scrittura di musica, consiglio caldamente di dotarsi di un mouse con 3 tasti, perché per copiare le note, una volta selezionate con il tasto sinistro del mouse, è sufficiente posizionarsi con il cursore e premere il tasto centrale per avere una copia esatta di tutto quello che è stato selezionato, compresi accidenti, note testo e altro...
Niente male davvero :)
sabato 20 settembre 2008
Scrivere musica
Quando ero ragazzo e dovevo studiare solfeggio, lo trovavo di una noia mortale, e anche per questo ancora oggi faccio qualche fatica a leggere uno spartito; me lo devo "lavorare" per un po'
Ultimamente, però, ho dovuto rimettere mano al pentagramma, perché con il gruppo stiamo facendo alcuni lavori che richiedono necessariamente la memorizzazione in qualche modo di quello che stiamo facendo. Ora, poiché l'ascolto è importante, ma non ho l'orecchio assoluto di Mozart, l'unica soluzione è scrivere.
Allora mi sono messo alla ricerca di qualcosa che mi aiutasse a tirare giù uno spartito decente, e ho trovato NoteEdit :)
Il programma è molto comodo, e permette di scrivere musica direttamente con il mouse, oppure utilizzando una tastiera musicale collegata via midi, o anche attraverso la normale tastiera del computer. Permette di inserire pause, note fino a 1/64, terzine e molte altre notazioni. Permette di indicare tempi particolari in modo estremamente elastico, e, soprattutto, conta le battute!
In pratica controlla che il contenuto di ogni misura sia corretto, e segnala le anomalie al momento del salvataggio, dicendo quale rigo e quale battuta è sbagliata.
Permette di inserire testo assoluto (annotazioni come ppp, crescendo, eccetera) e anche testo musicale (le cosiddette lyrics).
Consente di indicare uno strumento per ogni rigo, e questo permette di lavorare con i file MIDI in modo estremamente logico. In più si possono mettere in qualsiasi posto le barre di ritornello e stabilire quante ripetizioni devono essere fatte.
Difetti? Secondo me due.
Le pause
Ci ho messo due giorni prima di capire come mettere le pause. Non c'è uno straccio di indicazione su cosa si deve premere per immettere una pausa. Finalmente dopo diverse bestemmie, ho selezionato il simbolo di una minima, mi sono posizionato sul pentagramma e ho premuto il tasto destro del mouse e, miracolo, ecco apparire il tanto agognato simbolo! :)
La duplicazione
A me sembrava ovvio che selezionando un gruppo di note, magari un'intera misura, e facendo il solito ctrl-c e ctrl-v, le note si sarebbe copiate. Niente da fare. Ho provato a cercare un segno nell'help (in rigorosa lingua inglese... ovvio!), ma non ho trovato nulla. Su Internet non c'è una virgola a riguardo.
Quindi, per ora, continuo a ripetere le note a mano... peccato perché capita spesso di avere frasi musicali uguali...
Comunque il programma è veramente bello, facile e permette di creare spartiti professionali.
Ah, naturalmente si può far eseguire la propria creazione da una tastiera collegata via midi, oppure dal classico synth midi del nostro Tux :)
mercoledì 10 settembre 2008
Media Center: ci siamo quasi
L'ultimo acquisto è stata una scheda PCI2SATA, che mi permetterà di collegare fino a 4 unità Hard Disk con il protocollo Super ATA, che è uno dei più veloci attualmente in circolazione.
Inoltre ha la possibilità di attivare una funzione di protezione dati chiamata RAID, molto interessante per la sicurezza delle informazioni.
In ogni caso potendo collegare fino a 4 unità, come dicevo, in questo momento posso arrivare alla cifra esorbitante di 4Tb di memoria!!
Quando poi usciranno i nuovi dischi con multipli di Tb, la memoria potrebbe anche aumentare a dismisura. Ma noi siamo scienza, non fantascienza (anche se ci piace tanto! :D )
Oltre a quello ho aggiunto anche un bel masterizzatore DVD con il frontalino nero, che si intona esteticamente con il nero del "case", finalmente :)
Il prossimo, e ultimo davvero, acquisto sarà il primo disco per la memorizzazione con il bus SATA da 1Tb: non vedo l'ora! :)
lunedì 1 settembre 2008
Ciao, vacanze
Bentornati a tutti. Tutto bene in queste ferie?
Spero di sì; ce ne sono così poche durante l'anno che pensare che in quei quindici, venti giorni che riusciamo a sciacquare le palle al mare (a chi piace e a chi le ha) magari piove pure, un po' girano pure, no?
So che in qualche parte della Penisola il tempo non è stato dei migliori, come a Torino, dove ci sono stati un paio di nubifragi (ma tanto io ero in Sardegna :) ). Temo che i miei concittadini ci stiano facendo il callo a queste esplosioni di maltempo. Speriamo non ce ne sia bisogno (di farci l'abitudine, intendo...).
Io ho avuto modo di scrivere parecchio: sto proseguendo con "dove la notte inizia", il mio ultimo romanzo, che sta andando piuttosto a rilento, e ho anche tirato giù due racconti veloci: uno è quello che ho pubblicato nello scorso post, l'altro lho messo "in bella" l'altra settimana e ve lo posto appena posso :)
domenica 24 agosto 2008
Racconti
La lunga strada
La prima volta che vidi Gavino lu maccu, era appena finita la stagione estiva dei vacanzieri da diporto.
Non che la zona di Cala Fonna fosse molto praticata dai ricercatori di bellezze naturali, a causa della sua posizione rispetto alle correnti marine, che finivano sempre per portare sulla spiaggia, bella ma sfortunata, ogni sorta di relitto, fosse un pezzo di barca, rimasuglio di un naufragio, fosse qualche pezzo di plastica, segno inconfondibile di quella rovina che la Specie Umana stava portando alla Natura.
Passavo da anni le mie ferie da quelle parti, ma quell'anno qualcosa era cambiato: semplicemente a Luglio avevo terminato il mio periodo lavorativo e avevo subito le tante manifestazioni di affetto, e sicuramente di sollievo, mio e loro, per il mio tanto meritato pensionamento.
Tra pensione e TFR ce n'era abbastanza per acquistare quel pezzo di terra che stava proprio in un triangolo di terra tra il mare e una grande curva della Statale che porta a Castelsardo.
Aveva la calda e selvaggia bellezza di tanti luoghi di questa terra meravigliosa e maledetta, un fascino che non era, per fortuna mia e dei pochi abitanti del posto, una “attrazione turistica”; una specie di anomalia in Sardegna, e per questo motivo ancora più desiderabile, dal mio punto di vista.
Quel mattino, potevano essere le sei di un giorno di fine Settembre, scesi alla spiaggia, un centinaio di metri dalla casa che si trovava in mezzo al terreno. Camminavo tranquillo, godendo del liquido calore della riscacca che mi bagnava i piedi sul bagnasciuga, quando notai in lontananza una figura china in avanti. Sembrava un pescatore, ma non mi sembrava avesse un attrezzo qualsiasi che giustificasse il suo aspettare.
Man mano che mi avvicinavo notavo altri dettagli: pareva avere una quarantina di anni, o forse cinquanta ben portati, i capelli corti e brizzolati, la pelle scura di sole; indossava una maglietta scuira senza nessuna scritta, e un paio di pantaloni neri da pescatore. Un paio di ciabatte erano in attesa a fianco a lui.
Dall'atteggiamento sembrava stesse aspettando qualcosa, oppure ascoltando: era difficile da capire, perché teneva gli occhi socchiusi e ogni tanto girava la testa.
Quando fui a una decina di metri, lanciai un saluto. Immediato alzò la mano, senza girarsi, e disse con voce ferma: “Sh, non sento.” Allora stava ascoltando, pensai e continuai la mia strada, voltandomi un paio di volte per vedere se qualcosa cambiava. Non si mosse.
Al termine della spiaggia risalii verso la statale e andai a prendere caffè e giornali in paese.
Provai a chiedere se sapevano chi fosse quell'uomo, e Baingio, il barista dell'unico bar, mi rispose ridendo: “Ah, Gavino lu maccu, il matto. E' da una vita che gira da queste parti. Lei non l'ha mai visto perché durante la stagione non si vede: verso Giugno sparisce e puf! ricompare a Settembre. Nessuno sa dove vada a nascondersi, e nessuno ci ha mai parlato. Certo che è strano” continuò dopo qualche momento di silenzio “l'ho sempre visto così, fin da quando ero bambino. Certo che sarà vecchio assai, adesso.” Questo pensiero doveva averlo incupito per qualche motivo perché rimase in silenzio per diversi minuti. Poi chiuse con una battuta, giusto per recuperare: “Comunque è matto come una lumaca nel sale.”
L'immagine non mi piacque molto, ma ero molto curioso.
Presi il giornale e tornai indietro per la stessa strada. Già da lontano si vedeva che Gavino non si era mosso. Camminai lentamente e impiegai diversi minuti per raggiungere il punto dove l'uomo stava accucciato intento. Non volevo disturbarlo e non dissi nulla; passando dietro di lui mi venne naturale alzare una mano in segno di saluto. Pensavo non si fosse neanche accorto della mia presenza, ma dovetti cambiare idea, perché anche lui alzò la mano sinistra in un gesto chiaro, stanco e distratto insieme.
Tornai a casa e per quel giorno non ci pensai più.
Il giorno dopo feci lo stesso giro della spiaggia e il rito del saluto silenzioso si ripeté due volte, all'andata e al ritorno.
Passò l'intera settimana, poi qualcosa di inaspettato avvenne.
Stavo passando come sempre dietro di lui e alzavo la mano per salutarlo, aspettandomi il solito cenno, quando sentì, per la seconda volta, la voce di Gavino. Non capì subito cosa mi aveva detto, e non risposi immediatamente. Lui si girò a mezzo e mi ripeté la frase: “Tu ce l'hai il cortile.”
Non era una domanda, non gli assomigliava neanche, ma mi venne istintivo rispondere: “Sì, piccolo ma ce l'ho.” Per qualche motivo che non avrei saputo spiegare, mi resi conto che la risposta era quasi inutile, perché Gavino probabilmente sapeva già che dietro a casa mia, prima dell'inizio del sentiero che porta al mare, c'era uno spiazzo che si poteva anche chiamare cortile.
Quello che disse dopo mi incuriosì ancora di più:” Me lo presti?”
Questa era decisamente una domanda e la risposta mi venne senza doversi pensare: “Certo: a cosa ti serve?”
“Tornare a casa.”
Sulle prime pensai di non avere capito la sua risposta, ma Gavino era già tornato alla sua solita attività di ascoltatore del mare, e capii che non avrei ottenuto altro da lui.
Impiegai una settimana per capire cosa intendesse dire il mio nuovo amico con la sua richiesta. Stavo per uscire per la solita passeggiata, quando nel sentiero incrociai Gavino che stava salendo dalla spiaggia. Lo salutai con la mano, senza parlare come al solito, e lui rispose con la destra; nella sinistra aveva una ruota da bicicletta.
Non si fermò, e lo stesso feci io. Andai fino al paese e tornai con la solita calma.
Sulla strada del ritorno notai che Gavino era tornato nella sua solita posizione, e mi rispose al saluto con la mano sinistra, come al solito.
Arrivato a casa notai che la ruota si trovava esattamente al centro del cortiletto dietro casa mia.
Ero incuriosito, ma non sapevo se rischiare di rovinare un rapporto strano come quello che si era instaurato tra me e il matto, facendo domande. Preferii stare a vedere cosa sarebbe successo.
La ruota era stata il primo elemento, e da quel giorno Gavino arrivava al mio cortile con un nuovo pezzo. Ogni giorno ci incontravamo nel sentiero che portava al mare, ogni giorno ci salutavamo, e lui rispondeva sempre con la destra, perché nella sinistra teneva sempre qualcosa che il mare gli aveva regalato.
Gli oggetti erano i più disparati: copertoni, pezzi di lamiera, bastoni, l'oblò di una lavatrice, sacchetti di plastica. La cosa che maggiormente mi incuriosiva era che Gavino non portava i vari pezzi nel mio cortile ammucchiandoli, ma li componeva, non potrei trovare un altro termine per definire la creazione che stava lentamente sorgendo nel mio cortile. I tanti pezzi sembravano incastrati tra loro, nonostante non gli abbia mai visto usare viti, bulloni o colle o anche solo delle corde.
Nel giro di un paio di mesi circa la struttura era diventata larga circa tre metri e alta altrettanto, una specie di cilindro, leggermente più stretto nella parte superiore; cinquanta giorni durante i quali Gavino aveva portato ogni giorno un pezzo nuovo e lo aveva incastrato nella struttura seguendo una sua personalissima logica.
Un giorno mi stupii di non incontrare Gavino. Mi preoccupai e mi sbrigai a raggiungere la spiaggia. Lo vidi da lontano, e sembrava tornato alla sua antica attività passiva davanti al mare.
Arrivato alla sua altezza alzai la mano per salutarlo, ma lui si alzò mi guardò negli occhi e mi sorrise. E sorridendo mi disse: “Questa notte torno a casa.”
La vicinanza e l'apertura dell'uomo mi avevano un po' imbarazzato e risposi con voce non troppo ferma: “Bene, sono contento per te.” Suonava chiaramente come una frase fatta, ma sinceramente non sapevo come comportarmi.
Lui mi guardava fisso e io mi sentivo più che scrutato, quasi scavato dentro. Con la sua voce morbida riuscì a stupirmi ancora una volta: “Mi presti l'accendino?”
Io non fumavo, ma avevo l'abitudine di tenere sempre un accendino in tasca. Come facesse a saperlo non lo so, ma non me lo feci ripetere.
Gavino lo prese e lo mise in tasca, dicendo: “Te lo ridò.”
“Nessun problema.”
“Te lo ridò” rispose con voce leggermente più dura.
Si risedette e si rimise ad ascoltare il mare. Io andai lentamente verso il bar. Non dissi nulla del nostro colloquio, così come non avevo mai detto nulla a nessuno dello strano rapporto che si era creato tra di noi. Non volevo rischiare di passare subito per matto in un posto dove volevo passare la vecchiaia.
Quella sera andai a dormire presto, intorno alle dieci. Prima di dormire, andai alla finestra di dietro, da dove si vedeva il mare.
In controluce c'era Gavino. Stava guardando la sua creazione.
Se campassi ancora mille anni non saprei dire perché alzai la mano per salutarlo, ma fatto sta che lo feci. E fatto sta che mi rispose. Non credevo di essere visibile nel buio della casa, ma lui evidentemente mi aveva visto. Come aveva visto che avevo il cortile, e l'accendino e tutti i cinquanta e rotti pezzi che aveva portato nel mio cortile e che aveva incastrato.
Mi salutò con la destra, perché nella sinistra aveva l'accendino. Lo vidi perché lo accese un paio di volte, forse per provarlo.
Per un attimo pensai che volesse dare fuoco alla struttura, ma fu un pensiero veloce. Non mi sembrava il tipo, anche se non avrei saputo dire che tipo fosse Gavino lu maccu.
Aspettai diversi minuti, ma l'uomo non si mosse di un millimetro.
A quel punto decisi di andare a dormire: ero comunque stanco e avevo ormai capito che, qualunque cosa volesse fare, l'avrebbe fatto senza farmela vedere.
Ero a letto da cinque minuti quando un'esplosione scosse la piccola casa: porca miseria, l'aveva fatto!
Magari tra tutte le porcherie che aveva portato c'era qualcosa di esplosivo e adesso quel poveraccio se ne stava sparso per tutto il mio cortile. Come avrei potuto spiegare quello che era successo, visto che non ne avevo mai parlato con nessuno?
Mi alzai dal letto e corsi fuori, convinto di trovare brandelli di Gavino mischiati a rottami ovunque.
E invece il cortile era vuoto.
La complessa struttura costruita da Gavino era scomparsa. Ma come era possibile? Tutta quella montagna di immondizia doveva pesare qualche quintale; e poi l'esplosione...
Improvvisamente sentii un leggero urto in terra, vicino a me. Mi chinai e, a tastoni, nella debole luce della luna, trovai un piccolo oggetto, molto caldo, ma non tanto da non poter essere afferrato.
Era il mio accendino. Sembrava caduto da qualche parte lassù.
Istintivamente alzai gli occhi verso l'alto per capire da dove diavolo fosse caduto. In lontananza vidi una luce che dolcemente, vibrando, diventava sempre più piccola e, finalmente, capii.
Gavino lu maccu stava tornando a casa.
NdA: giusto per dovere di cronaca, la zona di Cala Fonna non esiste, me la sono inventata di sana pianta ;)
Ben tornati!
Ben tornati a tutti.
Sono andate bene le vacanze? Vi siete riposati?
Io ho cercato di fare il meno possibile, con il dichiarato intento di riposarmi il più possibile.
E ci sono anche riuscito :)