martedì 17 maggio 2011
Un'occasione perduta
Incontro molta gente per lavoro, e ci chiacchiero spesso e volentieri; uno degli argomenti preferiti è la nostra classe politica, fatta di persone troppo "vecchie", con un'immagine logorata da scandali e ruberie, magari di altri, ma comunque presenti.
Molti mi dicono che ci vogliono più giovani, più persone "sveglie", pronte a mettersi in gioco, a portare una "ventata di novità" nella politica italiana.
E poi a Torino vince Fassino?
D'accordo, è stato preceduto da un Chiamparino che non ha sfigurato nella gestione della cosa pubblica, almeno nell'immaginario popolare e che fa parte della sua area politica; certo, è appoggiato da lobby e sindacati che a Torino fanno il bello e il cattivo tempo; sicuro, ha una storia alle spalle relativamente "pulita".
Ma è un rappresentante della politica "vecchia" che nessuno vuole.
"Nessuno" ho detto? Comincio ad avere dei dubbi.
venerdì 11 marzo 2011
Tabula Rasa, prefazione di Giuseppe Lonero
Beppe fa il consigliere comunale al comune di Torino, per "la Destra" di Storace.
Al di là delle opinioni politiche, sono rimasto colpito dal modo di porsi di questo giovane politico (è mio coscritto, quindi è ovviamente giovane!), che riesce a essere contemporaneamente autorevole e pacato, due atteggiamenti che, a giudicare dagli esempi forniti in ben più alto loco, sono in perfetta antitesi.
In occasione della pubblicazione di un libro che parla di politica, gli ho chiesto di dargli uno sguardo per controllare di non dire troppe stupidaggini. E lui non solo l'ha fatto, ma si è tanto entusiasmato per la storia che ha voluto scrivere una prefazione.
Purtroppo, per motivi squisitamente tecnici, questa non potrà essere aggiunta al libro, ma penso che sia molto interessante per cui ve la propongo qui, sul mio blog.
Quante volte abbiamo pensato “Bisognerebbe proprio fare tabula rasa”, dopo aver assistito all’ennesimo pessimo spettacolo ai quali sempre più spesso ci costringono i protagonisti della politica italiana?
Senza fare alcuno sforzo di memoria, molti risponderemmo “Tante!”, qualcuno direbbe “Tantissime!”, i più arditi urlerebbero “Sempre!”.
Perché l’uomo comune, che lavora e paga le tasse anche per chi non lo fa, che ascolta svogliatamente i telegiornali, che aspetta il fine settimana per vedere le partite di calcio, che parla con i figli solo quando gli chiedono i soldi per la benzina, percepisce i politici come qualcosa di negativo, perché corrotti, marci, arrivisti, privi di etica e di scrupoli.
Come si fa a dire a queste persone che se la politica vista da fuori è uno schifo, vista dall’interno (salvo rare eccezioni) è molto peggio? Sarebbe deleterio, perché darebbe loro la conferma che hanno ragione nel volere l’azzeramento della classe politica italiana, con l’intento di volerla sostituita con una più attenta ai problemi reali dei cittadini e della Nazione.
E forse con il desiderio di entrare a farne parte.
Come se in questo modo avessimo la certezza di debellare la corruzione, le promozioni “amicali” e non meritocratiche, i favoritismi, i clientelismi, gli sprechi, i privilegi, l’arrivismo.
Ma i politici, prima di essere tali, sono cittadini, alla pari di quelli che prima li eleggono e poi li criticano; sono cioè una parte di quella società che, una volta eletti, devono andare a rappresentare nelle Istituzioni.
La corruzione, i comportamenti dissoluti, l’esercizio del potere con arroganza e per fini personali, l’allontanamento dalla realtà quotidiana e dalle vere esigenze dei cittadini, il disinteresse per il bene della Nazione, il non sentirsi parte di una comunità, non sono elementi caratterizzanti solo della classe politica a tutti i livelli: sono oramai permeati con la nostra società, la caratterizzano e la definiscono. I modelli di riferimento sono, sempre più spesso, calciatori e veline, coloro che riescono ad arricchirsi in fretta e senza fatica, non importa se con mezzi leciti o no, se calpestando la propria dignità o no: l’importante è avere successo, soldi, potere, diventare personaggi televisivi, riuscire a partecipare al Grande Fratello.
Se davvero si vuole cambiare il mondo della politica e chi la pratica, bisogna fare tabula rasa dei falsi miti e dei facili costumi, bisogna fare la rivoluzione, non partendo dal mondo della politica, bensì cominciando dalla società. Una rivoluzione pacifica: la rivoluzione dello stile contro la moda. Una rivoluzione che faccia dell’etica comportamentale, in tutti i settori della società, non solo della politica, uno stile di vita.
Come tutte le rivoluzioni pacifiche, la rivoluzione dello stile non si realizza in poco tempo. Bisogna cominciare dalla famiglia in cui i genitori devono tornare ad essere esempio positivo per i figli, per passare alla scuola fino all’università, in cui i docenti devono essere esempio per gli allievi, fino al mondo del lavoro in cui il datore di lavoro deve essere esempio per i dipendenti: correttezza, rispetto per sé e per gli altri, spirito di sacrificio, senso del dovere, rispetto delle regole e della parola data, senso di responsabilità, valorizzazione dei meriti. Sono questi i comportamenti e gli insegnamenti positivi da trasmettere alle generazioni di oggi e di domani, con l’esempio, senza ergersi a maestri. Sono questi i comportamenti che ci si aspetta dai politici che rappresentano la società: se una società discinta e corrotta esprime politici discinti e corrotti, la società dello stile non potrà che esprimere politici etici.
Quanto è urgente cominciare a fare la rivoluzione pacifica dello stile, senza aspettare una rivoluzione cruenta che cambi, nel sangue, le cose: perché se le cose non cambieranno in fretta, prima o poi un rivoluzionario, sanguinario e arruffapopoli, arriverà e saranno dolori.
Per tutti, non solo per i politici!
Giuseppe LONERO
giovedì 10 marzo 2011
Tabula Rasa, pubblicazione imminente

Ciao a tutti,
finalmente, dopo un parto durato più di un anno, la mia nuova creatura è pronta per la pubblicazione.
La prossima settimana, proprio in occasione della nuova festa della Bandiera, "Tabula Rasa" sarà ordinabile presso tutte le biblioteche dell'universo, anche se non credo che su Marte ci saranno molte prenotazioni. :-)
La trama in breve.
Torino è concentrata sui festeggiamenti relativi al centocinquantenario dell'Unità d'Italia, quando un incendio distrugge la Sala del Parlamento di Palazzo Carignano (ecco il perché della copertina). Sulle prime sembra un atto isolato, ma in seguito Federica Conte e Giacomo Rizzo, che i miei fan conoscono bene, capiscono che la situazione è più complicata.
Il giorno precedente era stata distrutta la Torre Tonda del Castello di Salemi, in Sicilia. E il giorno successivo viene incendiata la Sala dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.
Le tracce seguono i luoghi dell'Unificazione, puntando decisamente verso Montecitorio, a Roma.
I nostri due poliziotti, affiancati da un misterioso personaggio proveniente dalla Sicilia, si ritrovano a indagare nella Capitale, cercando di districarsi tra falsi amici e veri nemici pronti a tutto. Omicidio compreso.
Come se tutto questo non bastasse, Michele Polloni, commissario e amico dei due, è sparito misteriosamente, e non può aiutarli in nessun modo. Anzi, a quanto potrebbe sembrare è lui ad avere bisogno di aiuto.
Una serie di colpi di scena ci riveleranno chi sono gli artefici che hanno creato la Comunanza, la misteriosa società che ha sviluppato il progetto "Tabula Rasa", chi è veramente Tony Caruso e quali sono i suoi obiettivi, come avverrà l'attentato finale, e per quale motivo l'unico possibile testimone disposto a parlare, spreca i suoi ultimi istanti prima di svenire dicendo una parola assolutamente incomprensibile: "Blu".
Vi terrò informati sulle iniziative legate alla pubblicazione.
Ci si vede in giro.
lunedì 29 novembre 2010
La PA e il Software Libero
Intervista a Angelo Raffaele Meo
La cosa che mi colpisce di più è questo concetto:
L’articolo 68 del Codice d’Amministrazione Digitale... prevede che un funzionario della pubblica amministrazione, prima di decidere l’acquisizione di un prodotto proprietario, verifichi l’esistenza di un prodotto libero che abbia le stesse funzionalità. ... [e] che le pubbliche amministrazioni e i cittadini dialoghino secondo standard di interoperabilità aperti.
Con una legge così, com'è possibile che nelle PA ci siano software proprietari?
venerdì 5 novembre 2010
Tabula Rasa
Ieri mattina ho consegnato all'Editore la versione semi-definitiva del mio nuovo lavoro, dal titolo di Tabula Rasa. Adesso si tratta di aspettare qualche settimana perché Alberto faccia il suo mestiere di controllore delle scemenze che ho scritto, poi qualche altro giorno per rifinire, e infine, fra un mesetto potrete avere tra le mani il prezioso oggetto. :-)
Argomento
Questo romanzo non è il proseguimento di "Dove la notte inizia", quindi Stefania, i sopravvissuti alla Miniera e il rancoroso ex Tenente Angeloni non sono inclusi nel "pacchetto". I protagonisti principali sono Giacomo Rizzo, sovrintendente, e l'ispettore Federica Conte alle prese con una confraternita dall'inquietante nome di "Tabula Rasa", il cui obiettivo finale risiede in uno dei principali palazzi del potere, Montecitorio.
Ma l'argomento principale non è la Politica in senso stretto. Per fortuna.
Di questi tempi è un argomento complicato e per certi versi incomprensibile, per cui meglio evitarlo.
Il racconto parla dei luoghi della Politica, e quindi sono stato costretto a uscire dal mio comodo recinto Piemontese per addentrarmi nelle lande sconosciute del Lazio. La parte finale del romanzo infatti si svolge a Roma, i primi giorni di Luglio del 2011.
Scrivere del prossimo futuro è cosa complicata e rischiosa.
Ovviamente io, da scrittore, invento, ma visto che gli avvenimenti saranno alla portata di tutti fra una manciata di mesi, il rischio di scrivere delle fesserie è altissimo!
Ho cercato di includere fino all'ultimo notizie legate all'attualità, ma domani potrebbero accadere delle cose che cambierebbero completamente la situazione, per cui quello che io ho previsto per il prossimo anno diventerebbe fantascienza :-D
La trama
Tutto inizia da una serie di attentati.
Il primo di questi avviene a Salemi, in provincia di Trapani. Qui, nel 1860 Garibaldi issò il tricolore, per la prima volta utilizzato come simbolo dell'Italia unita. Per un pomeriggio Salemi si ritrovò a essere la prima Capitale dell'Italia come oggi la consideriamo. Più o meno.
Fatto sta che questo attentato passa come un gesto dimostrativo, ma non viene subito abbinato al centocinquantenario.
Diversa la situazione quando un altro attentato distrugge quasi completamente la stanza del Parlamento a Palazzo Carignano, uccidendo tre persone.
Qui entrano in ballo Rizzo e Conte, che hanno anche il problema di un Polloni insolitamente schivo e solitario. A un certo punto il commissario deciderà addirittura di andare in ferie, lasciando i suoi pupilli da soli, in balia degli eventi.
Eventi tutt'altro che favorevoli: sembra che la comunanza dei TR abbia occhi ovunque. I due non sanno di chi fidarsi e di chi non fidarsi.
Oltre a questo arriverà da Trapani un personaggio misterioso, Tony Caruso.
Difficile capire se si tratta di un alleato o di un nemico.
Quando un terzo attentato distrugge la Sala dei Cinquecento nel Palazzo Vecchio di Firenze, l'obiettivo finale diventa chiarissimo.
I tre si spostano a Roma, dove dovranno combattere contro i TR direttamente nei Palazzi del potere, senza avere la possibilità di chiedere aiuto a nessuno. Anzi, dovranno farlo di nascosto dai loro stessi colleghi, perché è impossibile sapere chi è dalla loro parte.
Ovviamente non posso anticiparvi troppo della trama, anzi, Alberto direbbe che ho già sbordato di parecchio, ma un po' devo incuriosirvi, no? :-D
Ciao
Mario
martedì 5 ottobre 2010
Piccoli dubbi: il packaging
Ora, visto che io faccio la spesa una volta alla settimana, al giovedì, ecco che regolarmente prendo una confezione di questi piccoli barattolini.
Solo che le confezioni sono da sei... O_o
Quindi ho solo un paio di opzioni:
- compro DUE confezioni ogni sei settimane, mentre nelle rimanenti ne compro solo UNA
- l'ultimo giorno NON bevo il mio preziosissimo integratore.
lunedì 4 ottobre 2010
Piccoli Dubbi: non fornicare
Una delle regole che ho imparato in questi venticinque anni di lavoro, una regola che mi ha salvato le chiappe più di una volta, è che "quello che c'è deve funzionare" e che "se non serve, non lo mettere".
Vi faccio un esempio: se faccio un programma che permetta di vedere i movimenti di magazzino, è inutile che io metta a video un pulsante con sopra scritto "F10=Scrivi Movimento", e poi scriva sotto "si raccomanda di non premere F10. Sarebbe un errore da principiante.
Ora io mi chiedo: perché il nostro progettista ci ha costruiti per fornicare come dei conigli, ma poi ce lo vieta? Eppure non è un principiante.
Mi sorge il ragionevole dubbio che quando Dio ha detto di non commettere "atti impuri" intendesse tutt'altra cosa. ;-)
Piccoli dubbi: i comandamenti
Avete presente quelle dieci regole che stanno alla base del vivere civile secondo la religione Cristiana Cattolica?
Ecco, proprio quelli.
C'è una cosa che mi sfugge e mi genera un piccolo dubbio.
Il primo di questi comandamenti, nella forma accettata dalla CEI, dice:
Premesso che non sono assolutamente un teologo, mi limito a leggere e a cercare di capirne il senso senza fare troppi giri di parole o altre inutili riflessioni a lato.
Mi sembra che il significato sia qualcosa più che chiaro:
IO sono il tuo Dio, e nessun altro può esserlo.
Punto e basta.
Non vedo nessuna possibilità da parte di chiunque per poter affermare che qualcun altro, all'infuori del Signore, possa essere Dio.
Eppure, gli stessi Cattolici venerano Gesù Cristo come Nostro Signore.
E questo senza parlare della infinita schiera di Santi e Sante che popolano le Chiese.
Qualcuno dirà: "Va bene, ma il Dio uno e trino, dove lo metti?"
Be', rispondo, al massimo dove lo mettono i Cattolici, potrei chiedere.
Perché nel comandamento, ripeto, c'è scritto IO e SOLO IO.
Non IO e MIO FIGLIO, o IO e I SANTI.
No.
IO e BASTA.
sabato 2 ottobre 2010
Un bell'esempio
Io non seguo il calcio, perché non mi interessa, e non so a che squadra voi rivolgiate il vostro tifo, ma quello che è successo a Del Piero mi sembra bello e che debba essere diffuso il più possibile.
Sarebbe bello se questo "gioco" del regalo alla fine della partita diventasse un'abitudine.
Leggete, e sorridete ;-)
venerdì 3 settembre 2010
Bermuda Acoustic Trio
I B.A.T. nascono per caso durante le varie prove audio (i cosiddetti "sound check") dei concerti di Pierangelo Bertoli. Normalmente durante questi test, il tecnico audio di turno si mette alla console di controllo (il mixer) e ordina ai vari elementi di fare il loro mestiere, ossia suonare/cantare.
Molti gruppi maggiormente affermati di solito hanno già un'impostazione di massima che permette di avere il set audio quasi pronto, per cui spesso hanno un brano fatto apposta per controllare i vari livelli, la miscelazione, il profilo. Il mio gruppo, ad esempio, utilizza sempre "Baila Morena", perché comprende più o meno tutti gli elementi che servono durante il concerto (le due tastiere, i cori, gli assoli).
Bene, i nostri tre (Giorgio Buttazzo e Gabriele Monti alle chitarre e alla voce, e Kamsin Urzino al basso nella formazione originale), quando venivano chiamati ad affilare le corde, hanno iniziato a "uscire dal seminato", improvvisando su brani come "con il nastro rosa, "shine on you crazy diamond", e altre pietre miliari, infilandoci simulazioni di banjo, brani lirici (la Carmen, tanto per dire) e altri "divertissement".
Sulle prime si divertivano solo loro, ma in poco tempo si sono resi conto che anche il pubblico gradiva, eccome!
Le loro performance sono particolarmente gradite dai musicisti per passione, che vedono il brano evolversi sul palco, in diretta, partendo da un canovaccio e finendo chissà dove, nella più pura filosofia jazz.
Su Youtube potete trovare molte riprese di questi tre matti, e vi consiglio caldamente di farlo.
Purtroppo una brutta malattia si è portato via Kamsin, rendendo il paradiso un posto molto più piacevole. Il suo posto è stato preso Andrea Alessi.
Ovviamente il meglio di sé lo danno dal vivo, per cui quando passano dalle vostre parti (non "se", "quando": sono sempre in giro!!), non perdete l'occasione.